Tuesday, 5 April 2011

The Irrational Side of Fashion.


(Italian version below/ Segue versione in italiano)

Is fashion as whimsical as the irish sky or does it follow predictable rules?
Well, changeability is part of fashion as we know it, but the way it changes... that's another matter.
For instance, after The Devil wears Prada, we all know that trends are decided by big factories and imposed by media. Is fashion then another expression of heartless capitalism?
Yes it is. But it's not enough to explain the fashion-fascination.
Both as mainstream art or niche craft, it's no wonder fashion belongs to creativity, to the same speechless vision which leads the artists. And that's the reason why unconscious issues should definitely rest down there, at the very heart of vogue.

Is fashion though subject to the realm of irrationality?


Not that much. But there's neither so much rationality at work, for instance, in the sophistication of the body. I mean, what about the overstuffed shoulders of women in the 80's, in comparison with the big breast of the tribal idols or with the exaggerate hips of the French court?


I think those sophistications are more than the signature of a single stylist. They are basically a psycho-mirror of the present issues we deal with, as society.
However, there's a naive form of poetry also in the way fashion stylists pretend to transgress social codes: think about the link among fur, feathers and the femme fatale. Yet, how old are you?
The point is that fashion tells us more than some corporations' branding success. Fashion gives a voice to timeless, common desires. So, it should be fine to believe that imagination does use powerful, evil corporations to channel and amplify its secret message, rather than the opposite.

All that stands out when you visits the Etsy shops. The message is kind of more clear without the disturbing mediation of advertising, shining signals and fashion statements. When I'm looking at the etsians' products, I can't help myself from thinking these are actually the things people like. I stay enchanted and astonished for hours, feeling I'm in the place where the new trends and ideas are coming out every day. Down there, Where The Wild Things Are.


Il lato irrazionale della moda.

La moda e' capricciosa come il cielo irlandese o segue regole prevedibili?

Be', il continuo cambiamento fa parte della moda per definizione, ma il modo in cui cambia...e' tutta un'altra questione.

Per esempio, dopo Il Diavolo Veste Prada, tutti noi sappiamo che le tendenze sono decise dalle grandi aziende e poi imposte dai media. La moda e' dunque un'altra espressione di un Capitalismo senza cuore? Si', in effetti. Ma questo non basta a spiegare la fashion-fascinazione.

Sia intesa come forma d'arte commerciale o come artigianato di nicchia, non e' peregrino pensare che la moda appartenga alla creatività e quindi alla stessa muta visione che guida l'artista. Ed e' in virtù di questo che per certo delle ragioni inconsce riposano la' in fondo, al cuore di quel che fa tendenza.

La moda, quindi, sarebbe ora schiava della irrazionalità? Non poi così tanto. Non c'e pero' nemmeno tutta questa razionalità, ad esempio, nella sofisticazione del corpo. Voglio dire, che pensare delle spalle imbottite imposte alle donne negli anni ottanta, se paragonate ai seni enormi degli idoli tribali o ai fianchi esagerati in voga alla corte di Francia?

Penso che queste sofisticazioni siano più della firma di un singolo stilista. Sono fondamentalmente uno psico-specchio delle situazioni che, di volta in volta, ci troviamo ad affrontare come società.

In ogni caso, c'e una forma di poesia naïf anche nel modo in cui gli stilisti pensano di trasgredire i codici sociali: pensiamo al collegamento tra pellicce, piume e la femme fatale. Suvvia, ma quanti anni avete?

Il punto e' che la moda dice più del successo di alcune compagnie nel consolidare il loro marchio. La moda da' voce a desideri comuni e senza tempo. Quindi, dovrebbe esser lecito dire che magari e' l'immaginazione ad usare le crudeli e potenti aziende di cui sopra, per canalizzare e trasmettere il suo messaggio segreto, piuttosto che il contrario.

Tutto questo salta agli occhi quando visiti i negozi Etsy. Il messaggio e' più chiaro senza la mediazione disturbante della pubblicità, della segnaletica luccicante e le “dichiarazioni di stile”. Quando guardo i prodotti degli etsiani, non posso evitare di pensare che quelle sono le cose che davvero piacciono alla gente. Resto incantata e rapita per ore, sentendo di essere nel posto dove nuove idee e tendenze vengono fuori ogni giorno. La' in fondo, Where The Wild Things Are.


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